Vai al contenuto

“La vita nei colori”

locandina mostra don 2024

Oltre alla cortina delle usanze e tradizioni (il colore bianco per le cerimonie di rilievo: sposalizio,
prima comunione ecc., il nero per il lutto o per vestirsi con distinzione in alcune circostanze,
almeno per noi europei e non per altri continenti!) i colori hanno una vitalità e vivacità proprie,
per questo si richiamano tra loro e dialogano. Ciò che colpisce l’iride dell’occhio, prima di
depositarsi e immagazzinarsi nel cervello è la presenza vitale propria di ogni colore. A Gerano,
per esempio, il verde delle persiane che imita i boschi, è rimarcato dal bianco del riquadro e la
casa diventa viva; ecco perché non si usano la terra d’ombra o il grigio negli infissi, che rendono
la faccia dell’edificio cieca. La potenzialità del colore, prima di acquistare una forma, una
sagoma, una proiezione o una prospettiva (bottiglia, mela, casa, albero, figura, volto, acqua,
mare, monte) sprigiona una luce che si lascia vedere e gustare in quanto tale. Per questo, ognuno
dipinge o arreda le proprie stanze secondo i propri gusti, proprio come avviene quando, entrando
in un negozio per acquisti, ogni persona sceglie la tinta preferita (gialla, verde, rossa, bianca,
nera). Non sappiamo da che dipende, se per ricordi passati, esperienze vissute, voglia di
cambiamento, tonalità della carnagione o dei capelli, fatto sta che nella gamma dei colori, già
loro si distinguono in “caldi e freddi” (arancio/cobalto) o “spregevoli/volgari ( rosso + giallo) e
accoglienti” (rosa, indaco). Infine, la Vita nei colori, estratti di terra, vegetali o chimici, come
accade oggi, continua nel loro profumo, sia che siano fiori raccolti in un vaso, sia che siano
esposti in un prato.

Giovanni Censi


Ubicazione: Sala Consiliare, Piazza degli Eroi – Gerano